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La Trappola di Mercurio.
Narra-Saggio, una Narrazione che diviene Trattato Rivoluzionario. Incomincia come Racconto, già consapevole di sfociare in Denuncia Civile.
L’amalgama.
La sua storia. I suoi effetti: consolida i denti e avvelena il corpo nelle sue più varie organicità, dal cervello all’intestino, ai muscoli, ai piedi, alle capacità espressive e cognitive. Favorisce patologie del più svariato genere. Ha portato anche paralisi e coma. Nel suo palmares, anche depressione e suicidio, Alzheimer.
Amalgama. I suoi effetti sono devastanti per l’essere umano: dentisti, infermieri, assistenti, pazienti ed ambiente tutto, includendo in ciò l’aria, le acque, gli animali.
Questo libro accende un faro: sull’argomento era caduto uno strisciante silenzio, dettato da difesa corporativa e leggi di mercato. E tratta del Problema Planetario a vasto raggio: professioni, miniere, Amazzonia, patologie e molto altro. Questo libro dà conoscenza e consapevolezza: esattamente ciò che più viene temuto da ogni tipo di potere.
E racconta la tragica storia di Peter Falk, caso su cui NON si è parlato abbastanza. Così Alois si chiede: “Chi ha ucciso il Tenente Colombo? “
E’ un libro sociale, che passa dalla forma narrativa a quella saggistica, attivando la dinamica dell’uso del verbo al presente e del verbo al passato, per un maggiore risultato di efficacia e dinamismo vitale.
Alois Walden Grassani è musicista e scrittore, ma soprattutto è ricercatore e studioso inesauribile. Nella sua vita, a causa degli amalgami al mercurio, ha subito decine e decine di attacchi ischemici, di cui 60 negli ultimi 5 anni, alla data dell’ultima correzione del testo, vale a dire a Marzo del 2018.
Ci racconta la sua esperienza, quella di altri come lui. E ci dice come ha reagito, senza farsi piegare dall’avvelenamento: quali modi e metodi. Ci narra la sua storia familiare, la sua storia alimentare: 49 anni di alimentazione cerealiano-vegetariana, incominciando a volersi imporre in famiglia, come vegetariano “naif” a soli 9 anni.
Dopo aver tenuto decine di migliaia di incontri collettivi ed individuali, migliaia di conferenze, seminari e dopo aver avviato una quantità di attività “delle cose buone”, in Italia e all’Estero, ora opera nuovamente a Bologna: ha ritrovato la sede della sua prima associazione. Come per magia, riparte da lì, nel luogo dove aveva cominciato, quando a Bologna i vegetariani erano ...ben tre, forse quattro.
Dopo pochi anni, con tutta la semina di Alois, di Ferro Ledvinka ed alcuni altri che quotidianamente crescevano, in pochi anni erano diventati tremila nella sola Bologna.
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